Chi sono

Bella domanda…chi sono?

Sembra una domanda semplice, ed in effetti per me lo è perché conosco bene la risposta!

Tutt’altro paio di maniche è spiegarlo a voi in poche semplici parole.

Il rischio che si corre in questi casi, cioè quando bisogna parlare di se stessi, è di cadere nell’autocelebrazione, cosa che per carattere cerco di evitare con tutte le mie forze.

Credo infatti nell’umiltà, nella curiosità, nell’attenzione e nella cura dei dettagli, nel rispetto e nella fedeltà, nella puntualità e soprattutto nella responsabilità, una parola forse troppo spesso abusata ma che per me è alla base di tutto.

Sono inoltre un gran sostenitore del “buon umore”, della leggerezza e dell’ottimismo, convinto più che mai di quanto sia molto più produttivo avere un approccio alle cose (ed ai problemi) serio ma non serioso (se navigherete nel sito vi farete un’idea di ciò che intendo)!

Questi sono i valori che mi rappresentano!

Dal punto di vista professionale posso dirvi che sono laureato in Psicologia Sperimentale da quasi 13 anni (come corre il tempo) e lavoro nel campo della Formazione e della Consulenza aziendale da 11. Tecnicamente vengo definito Senior Consultant (una cosa che al giorno d’oggi vuol dire tutto e nulla) e negli ultimi 7 anni la mia attività si è focalizzata nell’ambito delle strategie di Marketing per le PMI (cosa faccio nel dettaglio potete scoprirlo, forse, consultando il mio Curriculum).

Nel 2010, spinto dalla bruciante passione per il vino e dal desiderio di fornire un contributo di reale valore alla diffusione della cultura del buon bere, ho creato WineFidelity, il primo sistema integrato di fidelizzazione studiato espressamente per le Enoteche.

Si è avverato così un sogno, per me e per tutti quelli che attraverso WineFidelity stanno raggiungendo risultati che fino a poco tempo fa non riuscivano nemmeno ad immaginare.

Tutto ciò mi ha fatto riflettere ed ha creato in me la consapevolezza e la ferma convinzione che le idee, il sapere e la conoscenza vadano condivisi.

Ciò che voglio quindi realizzare, anche attraverso questa sede, è la diffusione e la condivisione di pensieri ed idee che possano “contaminare” il tessuto economico italiano (rappresentato per l’80% da PMI) e portare il seme di un cambiamento culturale nel modo di fare impresa.

Dite che è un obiettivo troppo ambizioso?